Page 60 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא יִקְלֶחְו יִבָבְל רוּצ - -
possiede più né sacerdozio né sacrificio; il rabbino è semplicemente un
maestro nella interpretazione della Legge. Più che una ricerca
dottrinale, la passione del giudeo si orienta alla “ortoprassi”, a vivere
cioè in pienezza tutte le regole della Torah. Ha le sue feste religiose, il
suo centro nella sinagoga, il culto del sabato, le sue regole sociali e
persino dietetiche (il kasher). Ha attraversato i secoli questo
patrimonio religioso pur senza nessun appoggio istituzionale politico o
territoriale, anzi in mezzo a persecuzioni, incomprensioni e
misconoscimenti. Ha avuto le sue vicende anche culturali, soprattutto
in Europa, ad es. con una propria lingua, l’Jiddish, e letteratura; e i
suoi movimenti interni di spiritualità, i Chassidim (cfr. i libri di Martin
Buber). E... il suo olocausto! Il ritorno alla antica Terra Promessa,
iniziatosi alla fine del secolo scorso per lo più in chiave “laica” con
ondate successive lungo il periodo del Mandato Britannico, è poi
esploso dopo il 1948; oltre che un movimento nazionale e di razza, ha
assunto anche una caratteristica di rinnovamento religioso. Il
Giudaismo attuale si divide in due gruppi con propri Rabbinati: i
SEFARDITI (provenienti dalla Spagna e dai paesi arabi nei quali erano
stati dispersi) e gli ASCHENAZITI (provenienti dall’Europa orientale)
con tradizioni e culture diverse. Nel quartiere di Mea-Shearim si sono
raccolti i Giudei più intransigenti, chiamati Ebrei Ortodossi Osservanti,
che anche nell’abito esterno ricuperano le più caratteristiche e
confessionali forme di Giudaismo. Sono questi che impongono anche
allo Stato ebraico attuale condizionamenti giuridici e politici, anche se
la maggior parte degli Ebrei attuali, venuti da tutto il mondo, vivono
l’Ebraismo solo come generico formalismo sociale. Meritano un
accenno le feste giudaiche: il Capodanno, a metà settembre, inizio
dell’anno civile; il Kippur, giorno della espiazione, cioè di grande
digiuno e riconciliazione (dove tutta anche la vita civile si ferma); la
festa di Succot, che ricorda la vita nel deserto, con la costruzione di
capanne di frasche sopra i terrazzi; la Dedicazione, a ricordo della
consacrazione del secondo Tempio al tempo di Neemia, verso il
Natale, festa vissuta in famiglia, col candelabro a 9 braccia (detto
Hannukkà, appunto dedicazione); Purim, attorno a carnevale, che
ricorda e rivive il libro di Ester; la Pasqua e gli Azzimi (marzo-aprile)
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