Page 56 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא  יִקְלֶחְו יִבָבְל  רוּצ                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          -       -

             Attorno alla chiesa patriarcale si sviluppò il convento, una biblioteca
             con ricchi manoscritti medievali, un museo e tutto un quartiere entro la

             città vecchia, appunto detto “armeno” (sono circa 9000). Nella chiesa
             del  Santo  Sepolcro  hanno  in  particolare  la  cripta  (oggi  detta  di

             sant’Elena),  e  nella  Liturgia  possiedono  molti  elementi  dell’antica
             Liturgia gerosolimitana. I rapporti ecumenici tra la chiesa cattolica e la
             chiesa armena hanno per base la dichiarazione comune del papa Paolo

             VI  e  del  katholikòs  armeno  Vasken  I  (1970).  La  visita  di  Giovanni
             Paolo  II  al  patriarca  armeno  di  Costantinopoli  del  1979  ha

             ulteriormente  migliorato  i  buoni  rapporti  tra  le  due  chiese,  e  in
             particolare col katholicos Karekin, morto nel 1999.


             Copti

             Denominazione in uso in Europa dal sec. VII d.C. per indicare quanti
             degli  abitanti  dell’Egitto  erano  rimasti  fedeli  alla  religione  cristiana
             (portata,  secondo  la  tradizione,  dall’evangelista  Marco)  anche  dopo

             l’invasione araba del 641, che vi propagò l’Islam. Gli antecedenti della
             chiesa copta vanno ricercati nelle vicende connesse alla condanna del

             monofisismo nel concilio di Calcedonia nel 451. Il concilio non venne
             accolto  dalla  chiesa  egiziana  che  nelle  deliberazioni  dogmatiche  di

             Calcedonia credette di scorgere una indiretta condanna della dottrina e
             della figura del patriarca San Cirillo e, con il canone 28 (attribuzione

             della  sede  di  Costantinopoli  del  primato  dopo  la  sede  di  Roma),  un
             attentato al ruolo predominante del vescovo di Alessandria nella chiesa
             d’Oriente. I secc. VI e VII rappresentarono il momento di maggiore

             floridezza,  sempre  nutrita  dalle  sue  antiche  figure  di  Santi  monaci:
             Antonio, Pacomio, Macario, e dei Maestri di fede: Origene, Atanasio,

             Cirillo; sviluppò rapporti col cristianesimo monofisita di Siria, iniziò
             l’attività missionaria nella Nubia, rinsaldò i legami di supremazia sulla

             chiesa etiopica, incrementò lo sviluppo di un’arte autoctona e di una
             letteratura tipicamente copta. La conquista araba dell’Egitto (639-643)

             fu accolta con favore dalla chiesa e dal popolo egiziano che speravano
             di ottenere la liberazione dal dominio bizantino. Le sorti della chiesa
             copta variarono secondo l’oscillare della politica del potere islamico.

             In epoca moderna la Chiesa Copta ha conosciuto una ripresa numerica



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