Page 39 - NASREN
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Viber il 19 maggio alle 13.51. È una traduzione
dal curdo. Nasren ha voluto, nei giorni seguenti,
fare questa piccola ma significativa aggiunta che
volentieri inserisco)
Ci lasciarono. Un profondo e gelido silenzio
entrò nella nostra casa alla loro uscita. Nessuno
aveva il coraggio di parlare e la giornata trascor-
se in un clima di grande paura. Una cosa era
certa e non detta: nessuno di noi voleva lasciare
la casa e io meno di tutti. Dopo la nostra misera
cena andammo a dormire. Mi sdraiai nel letto
ma non riuscivo a dormire. Padre, ero agitata e
ho passato tutta la notte con una grande ango-
scia nel cuore. Quell’uomo nero e mascherato
avrebbe potuto uccidermi per un semplice or-
dine dei capi. Non avevo mai sentito il brivido
della morte così vicino. La mattina corsi da mio
padre che mi abbracciò forte e mi disse: ‘Non ti
preoccupare Nasren. Tutto andrà bene!’ Ma non
fu così. Due giorni dopo sentimmo la notizia dal
paese vicino che l’ISIS aveva massacrato tante
persone che si erano rifiutate di convertirsi e
tra di essi c’erano anche i miei due zii! Mi misi
a piangere al pensiero della loro morte. Tutti
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