Page 43 - NASREN
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miei quattro fratelli. Mamma chiudeva la nostra
carovana di disperazione. A un paio di chilome-
tri da casa, nel buio illuminato dalla luna estiva
in cielo, di nuovo il terrore. Sul ciglio destro
della strada c’erano due cadaveri con la testa in
basso. Tutti i loro vestiti erano pieni di sangue.
Uno aveva quattro fori di proiettile nella schiena
e l’altro tre. Ma il dramma doveva giungere ora!
Mio padre si avvicinò ai cadaveri e mi fece segno
di tenere la torcia... Girò il volto del morto e io
lanciai un urlo dallo stomaco. Era mio zio Jassin.
Mio padre lasciò il cadavere. Mi abbracciò forte
e mi mise una mano sulla bocca. ‘Se non stai
zitta, Nasren, ci possono sentire e ci uccidono
tutti’. Lo spavento mi rese obbediente come un
cagnolino. Io che prima di allora trovavo gusto
a fare il contrario di quanto mi dicevano i miei
genitori! Mio padre ci fece allontanare di cor-
sa, girò anche l’altro cadavere e mi disse che
era l’altro suo fratello! Iniziammo a correre per
più di duecento metri. Poi ci mancava il fiato e
rallentammo con le lacrime agli occhi. Non era
ancora arrivata la mattina che, dopo Sinjar, prima
delle montagne, incontrammo una donna incinta
ferita all’addome! Un’altra forte emozione che
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