Page 47 - MARIA
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ratto attraversa alcune pentole e fugge via. Lei
               tossisce forte. Mi raccolgo interiormente e penso
               che ho fatto migliaia e migliaia di chilometri per
               incontrarla, per incontrare questa miseria. Pen-
               so proprio di essere fuori di testa, eppure quei
               capelli sul mio viso, quel colpo di tosse, il ratto
               enorme che fugge via mi danno una scossa. E
               mi incazzo fortemente con me stesso. Cosa sto
               facendo? Cosa aspetto ad abbracciarla? Hai paura
               di essere contaminato dalle sue piaghe, ema-
               tomi e punture di zanzare o dal suo tanfo? Sai
               perfettamente che tutto questo non ti farà ma-
               le, cosa aspetti dunque ad abbracciarla? Respiro
               forte quel tanfo, quella umidità, quel calore. Chi
               Phuong mi guarda. Le prendo forte la mano e la
               invito a sedersi in braccio a me. Lei non capisce.
               Il padre, con un po’ di perplessità, traduce. Lei si
               alza e si siede sulle mie gambe, mette un braccio
               alle mie spalle. Sento il suo peso. È leggera co-
               me un fuscello. Sento gli spigoli delle sue ossa
               sulla mia carne, come le ossa di Waziri in Africa
               morto cinque mesi fa, o come quelle di Pilli con
               la quale avevo mangiato lo scorso anno...
                  Ma la cosa più grande, forse il sentimento
               più forte di tutto il viaggio, è che mentre lei si


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