Page 46 - MARIA
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stigma in cui vive... Chiedo alla ragazza come
               sta. Lei mi risponde con voce così leggera che il
               padre non riesce a capire per tradurre... Allora
               avviene una cosa strana, quanto normale. Per
               un motivo funzionale penso che debba venire
               più vicina. Guardo attorno. C’è un unico posto
               libero ed è vicino a me. Il cuscino libero è li e
               mi interroga: la faccio venire qui? Non ci penso
               due volte! Devo sentire quello che dice e con
               un gesto della mano la invito a venire a sedersi
               alla mia sinistra. Lei è sorpresa, si guarda attorno,
               attende il consenso in lingua vietnamita delle
               persone che conosce. Immediato il sorriso del
               sacerdote e delle suore la conforta e, con uno
               scatto quasi felino, si accuccia vicino a me. La
               guardo, illuminata dalla luce del sole che pene-
               tra nella baracca dalla porta. I suoi capelli vola-
               no sul mio volto mossi dal ventilatore. Le suore
               stanno per spostarlo. Quei capelli neri lunghi e
               lisci sul mio volto, tra gli occhi, mi piacciono, mi
               fanno bene! Delicatamente li sposto e osservo i
               suoi ematomi, le sue piaghe e le sue ossa scarne.
               Peserà non più di 30 chili. Mani, braccia, piedi e
               gambe sono una composizione di grossi lividi,
               piccole piaghette e molte punture di insetti. Un


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