Page 51 - MARIA
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alla quale assistono in modo involontario... e da
               quello che capisco, fa bene anche a loro.
                  È la ragazza a interrompere il silenzio guar-
               dando il padre con devozione e chiedendo di
               tradurre per me:
                  “Don Gigi, da quando ero bambina nessuno
               mi aveva tenuto in braccio come stai facendo tu:
               mai! Ma soprattutto mai e poi mai ora, che tutti
               mi ritengono contagiosa, uno scarto fatto di cro-
               ste e lividi. Un conto è sedersi vicino, un conto e
               sedersi in braccio e sentire che non esiste più al-
               cuna distanza, ma forte accoglienza. Ti benedico
               padre per quello che oggi mi hai fatto. Oggi tu
               mi hai dato una delle più potenti medicine che
               si chiama affetto e tenerezza. Non hai paura di
               me? Non ti faccio schifo? Non ti faccio repulsio-
               ne? Guarda dove vivo, come vesto, guarda la mia
               pelle... sono uno scarto tra gli scarti di Hanoi!”.
                  La ragazza mi dà una carezza lenta e dolcis-
               sima e poi un tenero bacio sulla guancia. Len-
               tamente tolgo il braccio sinistro attorno al mio
               collo e mentre lo tolgo do un bacio alla sua mano
               sinistra: sul palmo ha uno dei lividi procurati dal-
               la terribile malattia, con cura e precisione bacio
               proprio quello. Mi chino su di lei, sollevo il suo


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