Page 43 - MARIA
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mente riconosco i segni del sarcoma di Kaposi.
L’altra caratteristica che emerge dalla giovane è
la sua magrezza. Sembra un ammasso di ossa.
Phuong entra quasi strisciando, con la schiena
curva. Lo spazio della capanna non è molto alto.
Lei sembra camminare a quattro zampe. Indossa
una gonna lunga bianca a fiori gialli e neri, tutta
logora e grigia, una camicia grigio-blu con le ma-
niche lunghe rimboccate a metà braccio. I capelli
sono neri, lisci e lunghi... Si accuccia lontano da
me, quasi temendo di infastidire, convinta che la
sua condizione la releghi in un cantuccio, come
un cagnolino. Il volto è pieno di silenzio, un
silenzio duro, arido e impenetrabile. Mi chiedo
addirittura se sia muta. Ha un volto molto bello.
Doveva essere una splendida ragazza prima di
ridursi così: un animale vestito con vestiti logori
che vive nella sporcizia e in mezzo ai ratti. Que-
sta mia espressione, mentre la scrivo, mi fa ma-
le. Ho appena definito questa povera donna un
animale. Forse alcune volte il coraggio di dare
un nome alle proprie emozioni e sensazioni è
il primo passo per vincerle. Quando la ragazza
si siede nell’angolo, infatti, mi dico: “Meno ma-
le che si è seduta distante, che non è venuta a
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