Page 52 - MARIA
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polpaccio leggero come un fuscello tanto è scar-
no e, individuata la cicatrice che mi aveva mostra-
to, la bacio lentamente, poi una piaga e poi una
puntura di insetto che ha fatto infezione... infine
il volto dove i segni non sono così evidenti, ma
si notano, sopra la ciglia sinistra e in alto sulla
fronte a destra. La guardo negli occhi e le dico:
“Chi Phuong questo è il momento più bello di
questo mio viaggio in Vietnam! Nessun momento
mi ha parlato di Gesù come questo momento,
nessun corpo come il tuo mi ha ricordato Gesù
crocifisso. Sei una bella ragazza ma deformata
dalla vita e dalla malattia. Forse un tempo il tuo
corpo era oggetto di baci ben diversi, oggi però
voglio assicurarti che questi baci sono forse i più
veri. Non posso fermarmi qui con te, ma tu sei
entrata nel mio cuore. Dall’Italia ti aiuteremo,
cercheremo di essere vicini di darti sollievo”.
Con un gesto improvviso ora è lei a mettermi
la mano sulla bocca:
“Zitto, don Gigi, non dire nulla. Grazie per
quello che farete per me. Ma non parlare più,
lascia che questi gesti, questi baci, totalmente
fuori di testa, parlino al mio cuore e al loro cuo-
re. Lasciami così senza nessuna parola, questo è
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