Page 44 - MARIA
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sedersi qui vicino; ha AIDS, e in più questo can-
cro, se ha questa malattia questa come minimo
ha avuto una vita sessuale allegra e poi magari,
come il compagno, si è fatta anche uno svaria-
to tipo di droghe”. Questi pensieri legittimi mi
rassicurano vedendo Chi Phuong seduta lontano
da me. E poi ha AIDS, quelle tumefazioni... quel-
le piaghe sul corpo. Se le tocco mi potrebbero
infettare? Le mie troppo prudenti valutazioni su
quel relitto umano al quale rimangono pochi
mesi di vita, come mi aveva preannunciato pa-
dre Bruno, vengono tranciate da due forti colpi
di tosse, una tosse catarrosa e sorda, come la
tosse che avevo sentito in Africa da Everline e
dagli altri nostri malati sieropositivi. I due col-
pi di tosse mi richiamano alla realtà. La donna
con un filo di voce inizia a parlare e con voce
debole ci saluta. Non sorride, i suoi occhi sono
lontani. Ci guarda. I suoi capelli sono scomposti
dal vento di un vecchio ventilatore che cerca di
muovere un po’ l’afa che abbiamo nella baracca
infernale. Sono completamente madido di su-
dore. Il rumore del ventilatore copre in parte la
sottile e malata voce di Chi Phuong. La guardo.
Padre Bruno lascia per lei uno scatolone con
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