Page 49 - MARIA
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piaghe, alle punture di insetti anche cicatrici di
               botte e sevizie. Un’esistenza tragica, un’esistenza
               crocifissa, dove il dolore toglie morale e digni-
               tà. Sposto i suoi lunghi e bei capelli neri che
               continuano a sventolarmi in faccia e le do una
               carezza:
                  “Chi Phuong, come fai a vivere?”.
                  La donna racconta e padre Bruno puntual-
               mente traduce.
                  “La notte esco. Quando arrivano i camion del-
               le immondizie inizia il mio lavoro. Cerco qualche
               cosa che posso rivendere, soprattutto plastica e
               bottiglie di plastica. I grandi camion scaricano
               l’immondizia nella notte e io e un altro esercito
               di sbandati, poveri, malati come me inizia a cer-
               care, a rubarsi la plastica, per un magro bottino
               di 2 o 3 dollari per una lunga notte da incubo.
               Incasso i miei poveri denari e, se ho guadagnato
               a sufficienza, compero qualche cosa da mangia-
               re: una manciata di riso, un pomodoro, fagioli e
               poi... prima che la febbre mi devasti ritorno in
               questo tugurio e sprofondo in un lungo sonno
               dal quale mi sveglio più spossata di prima”.
                  Mentre Chi Phuong parla sento il suo respiro,
               avverto la sua commozione. La donna prosegue:


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