Page 50 - Hazar
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fa compagnia e penso all’Europa e a quanto siamo
               superficiali nel leggere il mondo musulmano: qui
               la vicinanza del diavolo nero a pochi chilometri ti
               fa ragionare!


                  “Hazar, non ti hanno mai picchiata?”.
                  “Questo avveniva spesso... Arrivavano, mi di-
               cevano che mi dovevo convertire all’islam e poi
               mi legavano le mani dietro le spalle e iniziavano
               a frustarmi senza pietà davanti ai miei figli. Io li
               guardavo e da loro ricevevo forza, diventavo un
               leone e in silenzio subivo ogni sferzata. Loro inve-
               ce, i miei piccoli, piangevamo, giravano la faccia
               e gridavano. Poi mi liberavano e per diversi giorni
               portavo con me dolore e sangue su vestiti laceri e
               sporchi, che ne io ne i miei figli abbiamo cambiato
               in quattro mesi. Mi resi conto che piano piano i
               nostri piccoli sparivano. Man mano i giorni passa-
               vano i bambini diventavano sempre di meno, le
               bambine sparivano e i maschi venivano arruolati
               per entrare nel meschino esercito di Daesh”.


                  Il caldo pomeriggio sta passando nel campo
               profughi di Dawidiya. Sono più di due ore che
               chiacchieriamo con Hazar, complice il macchinoso

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