Page 51 - Hazar
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meccanismo in triplice lingua inglese-arabo-curdo.
               Devo preparami per la notte in un’altra famiglia del
               campo, dalla quale sono atteso.


                  “Hazar, scusaci per il tempo che ti abbiamo
               sottratto, ma dimmi un’ultima cosa, raccontami la
               fuga”.
                  La donna inizia con un tono della voce strana-
               mente forte.
                  “Padre è stato il momento più duro e proble-
               matico, perché dopo essere riuscita a evadere il
               1° dicembre 2014, per cinque giorni sono fuggita
               senza mangiare e senza bere, con i miei tre bam-
               bini da accudire. Dormivo sulla strada e pensavo
               di morire. Pensa che bevevamo acqua piovana per
               dissetarci dal grande caldo! Sì, padre, alla fine pen-
               si di morire. Ero disperata, ero sfinita. Il demonio
               di Daesh aveva svuotato la vita di una donna rite-
               nuta falsamente adoratrice del demonio. Ero una
               donna felice e piena di vita, mi ritrovavo stremata,
               piena di frustate e con i vesti logori, puzzolenti e
               pieni di sangue. I miei tre piccoli avevano trascor-
               so quattro mesi di prigione con me. La speranza
               era uscita dalla mia vita e avevo imparato a bere
               lacrime fino al punto di annegare”.

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