Page 51 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ רוּצ
pietra circolare: “Prego signori salite tutti e due su quella pietra… ed esprimete un desiderio perché
esso si realizzerà!” Prendo per mano Mamma Santina ed insieme saliamo su quella pietra. Sono
molto curioso, non mi trattengo più e chiedo a mia madre: “Dai mamma, dimmi il desiderio che stai
pensando!” Mia madre sta zitta. Torno alla carica “Ti prego, me lo dici?” Il suo volto si fa serio e
guardandomi negli occhi come sa fare Lei mi dice” Io non credo a queste cose, sai? Tuttavia ho
pensato che in qualunque luogo si può domandare a Dio una cosa buona ed allora ho formulato
questa preghiera: Ti prego Gesù, che il mio don Gigi sia sempre un bravo sacerdote! Questo non
dipende da una stupida pietra, ma da Dio e da Te! Ricordalo sempre: hai capito Luigi?”
Scendemmo in silenzio da quella antica pietra e quella frase guidò tutta la mia giornata a
Pechino. La sera stanchi, mentre dalle finestre del nostro albergo guardavamo le basse povere
catapecchie dai comignoli delle quali saliva il denso fumo del carbone, diedi un bacio a mamma e
dissi: “Grazie per la preghiera di oggi, ti prometto che ce la metterò tutta per essere sempre un
bravo sacerdote!” Mi rispose indicandomi le povere case della città cinese: “Fallo per loro, fallo per
i poveri e gli ultimi. Buon Anno don Gigi!” e con un bacio andammo a dormire.
3.5. Il tiepido sole dell’Estate di san Martino in Piazza San Pietro, 11 Novembre 1996
Piazza San Pietro è illuminata dal tiepido sole dell’Estate di San Martino; è la mattina
dell’11 Novembre 1996. E’ il mio primo giorno di lavoro in Segreteria di Stato e mamma mi vuole
essere vicino. Per l’occasione è venuta a Roma. Ci siamo svegliati presto quella mattina e poi, dopo
essere passato a prendere Lei e mio zio P. Luigi nella Casa Generalizia dei Missionari Saveriani in
Viale Vaticano, ci rechiamo a celebrare insieme la Santa Messa sulla Tomba di San Pietro.
Dopo la celebrazione eucaristica consumiamo la colazione al Bar San Pietro in via della
Conciliazione. Sono molto teso ed emozionato, l’ambiente nuovo crea soggezione, specie la prima
volta. Il clergyman scuro è perfettamente in ordine, la cartella di cuoio marrone nuova è salda nelle
mie mani. Mamma avverte tutta la mia preoccupazione. I nostri passi lenti ci portano vicino alla
fontana di destra nell’immensa Piazza. Ci fermiamo a guardare in alto gli uffici della Segreteria di
Stato, vicino vi è il Palazzo Apostolico. Mamma mi chiede da dove si affacci il Papa per la
preghiera domenicale dell’Angelus, alzo il braccio e con il dito indico la finestra.
Il gorgogliare dell’acqua che zampilla nella bella fontana ci costringe a parlare più forte.
Ammiriamo insieme l’incantevole piazza: il colonnato, la facciata… la cupola. Mamma mi mostra
il luogo dove si sedette a scrivere le cartoline nella sua prima visita a Roma in occasione del suo
Viaggio di Nozze, proprio sotto la grande statua di San Pietro. Giungiamo sotto il colonnato
all’ingresso chiamato Portone di Bronzo. Mamma mi invita a salire i gradini, ma prima di lasciarci
mi dice: “Don Gigi, vai tranquillo al tuo lavoro! Io questa mattina non mi muoverò dalla Basilica di
San Pietro e dalle nove all’una e mezzo pregherò per te. Io non posso salire con te in uffici, ma
sappi che da oggi in poi sarò vicino al tuo lavoro con tanta preghiera e da Bergamo sempre ti
seguirò!”
Le diedi due baci e lentamente salii le scale, al grande Portone di Bronzo la guardia svizzera
salutò con il consueto saluto militare di rispetto verso tutti gli ecclesiastici. Mi voltai… il sorriso
orgoglioso di mamma mi seguiva: respirai profondamente, con un ultimo cenno della mano la
salutai e giratomi inizia a salire la lunga scalinata che mi avrebbe portato laddove il Signore mi
aveva chiesto di servirLo.
Mamma passò tutta la mattinata in Chiesa ed accompagnò così quel momento importante
della mia vita, con abbondante e prolungata preghiera: non lo scorderò mai.
4. Tre testimonianze di Speranza
In questi mesi tanti sono gli scritti e le lettere che molti amici mi hanno inviato per
manifestare vicinanza, per infondere coraggio ed anche esprimere personali riflessioni. A tutti
giunga il ringraziamento mio, di Maria Carolina e di Mamma Santina. Voglio ripresentare qui tre
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