Page 49 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ  יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ  רוּצ

            spenti  e  addolorati  dell’anziana  signora  riprendono  vigore  e  forza  e  la  nonna  restituisce  al  suo
            piccolo nipote un bacio. E’ una scena commovente e semplice che mi si imprime profondamente
            nell’animo!  I  tre  piccoli  per  l’occasione  hanno  preparato  anche  una  poesiola  semplice  e  carina
            seppur scritta da bambini:  “ Cara Nonna/ sei una meravigliosa donna/ dolce come la panna/ e
            prima di andare a nanna/ racconti storie meravigliose/ di elfi e fate che vivono nelle mimose./ Sei
            bravissima a cucinare/ frittelle e patatine da infornare/ gelati a bizzeffe/ che io mangio prima che
            tu dica effe./ Fai sciarpe, maglioni e cappelli/ che io indosso perché sono molto caldi e belli/ Alcuni
            li dai alla pesca di beneficenza dove ti impegni con molta efficienza/ Sempre vai a messa/ e preghi
            bene/ e io quando sono con te dimentico le mie pene/ perché sei bravissima in tutto ciò che fai/ e
            che farai/ e vedrai che presto guarirai./ Un cestino di fiori ti ho costruito/perché sia il tuo favorito/
            è di carta/ ma bello come una tua sciarpa/ In groppa a un veloce unicorno in Terra Santa ce ne
            andremo/ e con calma la visiteremo./ Quando guarirai tutti inviteremo/ e le leccornie che cucinerai
            con  gioia  mangeremo./  Eliminerò  le  malattie  che  per  te  sono  come  catene/  perché  ti  voglio
            tantissimo bene!!! (Martina).

            3.2. Vivo come nessuno, senza nessuno, senza nessuna potenza, senza protezione. Gerusalemme,
            25 Marzo 2005
                   Venerdì Santo 2005. Mi trovo a Gerusalemme per vivere i riti della Settimana Santa nei
            luoghi della Passione Morte e Risurrezione di Gesù. Dalla finestra dell’albergo vedo la Città Santa
            avvolta nel sole del mattino con la Moschea di Omar splendente di oro. Mia Madre è con me. La
            osservo mentre nella nostra camera di Albergo al Notre Dame Center, è curva sulle bozze del mio
            ultimo  libro  dal  titolo  Elogio  della  debolezza  e  le  sta  correggendo.  Siamo  qui  per  trascorrere
            insieme momenti di distensione e di comunione, per parlare e riflettere per raccontarci la nostra
            vita, la sua molto semplice in Città Alta a Bergamo e la mia molte volte convulsa e piena di cose da
            fare  nella  lontana  e  caotica  Roma.  Questi  momenti  sono  preziosi  per  noi.  Mamma  ed  io
            assaporiamo la gioia dello stare insieme, basta uno sguardo, un sorriso, talvolta un litigio subito
            risolto per raccontarci il nostro cuore. Ne abbiamo bisogno per ritemprarci per prendere forza e
            continuare il nostro cammino laddove il Signore ci vuole.  La primavera è in fiore. Ad un certo
            punto,  mamma  si  distrae  e  rimane  come  incantata  ad  ammirare  due  uccellini  che  mangiano  le
            briciole  che  ha  posto  sul  davanzale:  “Don  Gigi,  guarda  come  sono  belli!!  Sono  delle  semplici
            creature che piacciono al Signore… siamo qui a Gerusalemme per pregare in questi giorni santi! Sto
            leggendo una pagina delle tue ultime bozze. Che strano siamo nella Settimana Santa, ma oggi è
            anche il 25 Marzo 2005, la Festa dell’Annunciazione.  Nel tuo libro parli di un’altra donna molto
            semplice che si chiama Annalena Tonelli. Mi piace molto questa donna e mi piace molto questo suo
            pensiero, ascolta! Mamma, così dicendo, si alza in piedi e va a sedersi vicino alla finestra dalla
            quale si vedono le vecchie mura di Gerusalemme ed inizia a leggere la pagina del mio libro da lei
            corretta: “Ricordiamo sempre che l’uomo è limitato. Egli ha assolutamente bisogno dell’intervento
            efficace e gratuito di Dio. La  luce non è in questo mondo, venne in questo mondo, ma dall’Alto.
            “… Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? …” “… quando sono debole è allora che
            sono  forte”.  Questo  è  l’esempio  della  missionaria  laica  Annalena  Tonelli  che  seppe  davvero
            incarnare  tale  frase  (…)  «Io  sono  nobody,  nessuno.  Nel  senso  che  non  appartengo  a  nessuna
            organizzazione  religiosa.  Sono  religiosa  nella  sostanza,  ma  non  ho  mai  appartenuto  a  nessuna
            congregazione. Ero bambina e volevo essere povera. Volevo essere solo per Dio. Volevo essere
            veramente nessuno. Ce l'ho fatta. Vivo come nessuno, senza nessuno, senza nessuna potenza, senza
            protezione. Voglio continuare così, questo è il senso della mia vita».  Mamma toglie gli occhiali
            guarda gli uccellini che indisturbati continuano a beccare le briciole e poi guardandomi negli occhi
            dice: “la Madonna ed anche questa donna nella loro debolezza sono grandi! Anch’io penso come
            loro e forse sono vissuta fino ad oggi così, io non sono nessuno, vivo da sola la mia vita e nel
            silenzio a casa anch’io come Annalena Vivo come nessuno, senza nessuno, senza nessuna potenza,




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