Page 54 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ  יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ  רוּצ

            Gesù nel Getzemani ha gridato con tutto se stesso la debolezza della carne, la paura dell’uomo, ma
            non ha vacillato!! Ha invocato il Padre che allontanasse da Lui quel calice di dolore… però non
            come  voleva  Lui…  ma  ha  riposto  in  Lui  la  fede…  accettando  la  sua  volontà!!  Il  senso  di  quel
            soffrire allora, il soffrire di tante persone, sta forse proprio nel Disegno di Dio per ciascuno di noi, il
            quale ci ha dato la libertà di costruire ogni giorno, con le nostre piccole azioni quotidiane, con il
            nostro esempio di vita e di testimonianza del Suo Amore, nel rendere grazie anche nelle sofferenze
            attraverso un amorevole sorriso, uno sguardo dolce, una stretta di mano come ogni giorno Santina ci
            offre. La possibilità che mi è stata donata, svolgendo questa professione, apre molteplici orizzonti…
            mi affascina molto da un punto di vista della conoscenza tecnica, medica ed infermieristica, ma da
            sola probabilmente non basterebbe se al primo posto non venisse l’uomo!!! E’ un grandissimo dono
            che spesso mi fa mettere in discussione, non solo professionalmente, ma anche moralmente; avere a
            che  fare  con  le  persone,  soprattutto  quando  queste  sono  malate  cercando  di  creare  un  rapporto
            empatico…  non  è  per  niente  facile.  Inevitabilmente  ti  senti  chiamato  in  causa,  perchè  anche  tu
            persona e uomo fragile e spesso mi riesce difficile restarne fuori…perché non ci riesci!!! E così
            comincia tutta l’interiorizzazione dei casi che più ti colpiscono, la sofferenza tocca nel profondo del
            cuore e spesso capita di sentirsi molto impotenti, non si sa cosa fare e cosa dire, così un silenzio
            rispettoso, che non è commiserazione, diventa l’unico mezzo di comunicazione. Tutto ciò non lascia
            indifferenti e ogni ricaduta è una spina nel cuore anche per chi assiste, così come un risveglio, un
            sorriso,  una  stretta  di  mano,  una  lacrima  è  un  fiore  che  rinasce  in  un  giardino  dopo  l’inverno!
            Personalmente dalla sua mamma ho ricevuto delle forti emozioni, la giocia che esprimeva quando la
            salutavo  chiamandola  per  nome  mia  ha  fatto  spesso  battere  forte  il  cuore.  Un  giorno  mentre
            guardavamo i bellissimi disegni colorati dei suoi nipotini, ci siamo fermati a guardare la foto che la
            ritraeva… le brillavano gli occhi di commozione e ammirazione nei suoi confronti e mi è venuto
            proprio  da  dirle  che  doveva  essere  una  bella  soddisfazione  ed  emozione  per  una  mamma  avere
            educato un figlio ed una figlia come voi!!! Non poteva parlare… ma il suo sguardo e il suo essere
            hanno espresso più di mille pensieri… e mai come allora ho capito il suo amore per voi… mi ha
            commosso  nel  profondo  del  cuore,  regalandomi  un  attimo  di  felicità.  Quante  volte,  forse  per  il
            troppo correre, dimentichiamo il significato dei nostri piccoli gesti, le mancanze routinarie di fronte
            al malato e a voi parenti, assumono significati diversi ed immensi e forse per noi passano troppo
            superficialmente!!!  Le  sue  parole  mi  hanno  molto  commosso  e  colpito,  facendomi  mettere  in
            discussione, non perché è un sacerdote, ma soprattutto perché è un FIGLIO, che ha ricevuto molta
            fede  dalla  testimonianza  ancora  viva  di  una  perseverante  e  fiduciosa  MADRE;  che  vede  nella
            MADRE  il  patire  del  CRISTO.  C’ero  io,  quella  domenica  in  cui  Santina  aveva  problemi  alla
            tracheo…  Mi  perdoni,  se  snon  sono  riuscita  a  cogliere  fino  in  fondo  la  sua  angoscia  e  le  sue
            lacrime… e non sono stata in grado di afferrare il grande mistero che si stava compiendo!!! Solo
            rimeditando  il  suo  scritto  mi  sono  resa  conto  della  testimonianza  di  profonda  fede  ricevuta  in
            quell’incontro. Le dico grazie per aver condiviso con lei questo intenso momento! Me lo porterò
            sempre nel cuore, come gli altri intensi attimi vissuti con Santina e con voi! Quello che ha fatto è un
            profondissimo gesto che merita solo rispetto e preghiera. Ora richiudo questo mio cuore, che sta
            diventando prolisso, quello che ho scritto viene dal profondo del mio cuore e la ringrazio per avermi
            dato la possibilità di farlo. Ho ricevuto una grande lezione di fede e di vita dalla sua cara mamma,
            da  lei  e  dalla  solarità  di  sua  sorella  Carolina…  affidiamoci  con  fiducia  alla  provvidenza  e  alla
            misericordia di Dio nostro Padre che tutto vede e provvede.

            5. In te Domine sperávi: non confúndar in aetérnum
                   Signore, sto ritornando a Roma, là dove tu mi hai posto in un momento difficile. Nel cuore
            ho la Via Crucis di mamma che da più di cinquanta giorni è in terapia intensiva. Nella quiete della
            sera, l’aereo vola veloce portandomi lontano da mia madre, ma nel mio cuore porto con me il suo
            bellissimo sorriso. Due occhioni infinitamente dolci, quanto la grandezza del dolore che hanno con




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