Page 53 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ רוּצ
Successivamente, la medicina ha iniziato un periodo di intensissime scoperte, caratterizzate da
continue novità, e la sua preoccupazione principale si è spostata verso una serie di altre attenzioni,
molto specialistiche e anche settoriali: il malato ha iniziato ad essere considerato un insieme di
compartimenti da considerare separatamente. Curare un aspetto sembrava aprire la porta alla
guarigione globale; riuscire a risolvere un problema fisico induceva a pensare che fosse così
possibile guarire il cuore della persona; offrire cure sofisticate faceva credere che fosse possibile
ridare sicurezze, sognare un futuro senza limiti… Non è stato così e la medicina, pazienti e medici,
si sono resi conto che l’uomo non è affatto una macchina composta da pezzi e meccanismi.
Ora, siamo alla soglia di una nuova era: si sta facendo strada un terzo modo di curare chi soffre. Il
tentativo è quello di coniugare tecnologia e persona, numeri e umanità, guarire l’organo malato e
contestualmente preoccuparsi dell’uomo tutto intero.
E’ questa la sfida dell’attuale medicina chiamata, senza dimenticare l’alto grado di specializzazione
raggiunto, a ridisegnarsi con un volto umano, ritrovandosi come espressione della mano del
Creatore che genera la vita e alla vita. Se vuole fare questo essa deve però divenire ed essere un
prolungamento del Creatore, deve porsi al servizio di quella immagine che si manifesta già nelle
origini: «E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…Dio creò
l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò» (Gn 1,26.27). La medicina deve cioè avere a
cuore l’integralità dell’uomo, tendere a ricostruire un uomo globale, cercare il volto di Chi gli ha
dato origine.
Anche per questo non le è concesso di affermarsi solo nelle nazioni che hanno grandi risorse
economiche e che possono tutto o meglio, che pensano di poterlo fare. Deve invece aprirsi a tutti i
popoli e a tutte le nazioni. Lo potrà fare anche attraverso il contributo generoso di persone che
credono in questi progetti e che, attraverso il sostegno della ricerca o dei progetti di cooperazione
internazionale, sapranno spendere un po’ di se stessi in questa prospettiva e direzione.
Prof. F. Luca Lorini
Bergamo, 14 ottobre2005
4.3. Un risveglio, un sorriso, una stretta di mano, una lacrima è un fiore che rinasce in un
giardino dopo l’inverno!
Accanto a un grande uomo… c’è sempre la presenza silenziosa di una grande donna… la sua
mamma Santina ne è la testimonianza.
Grazie Mons. Luigi, grazie per avermi voluto regalare queste profonde parole divenute per me
momento intenso di meditazione; le confesso di averle lette più volte, e più volte pensando e avendo
ben presente nel cuore e negli occhi la sofferenza della Sua Mamma, i miei occhi si sono gonfiati di
lacrime ed il mio cuore di profonda commozione. Le sue parole sono un’ulteriore riflessione che
spesso anch’io mi trovo a fare, in alcuni momenti particolari della mia giornata… spesso mi chiedo
il senso di tutto ciò, perché una persona, un bimbo, deve sopportare tutti questi patimenti…
impotente e fragile…, quali disegni infiniti ci stanno dietro? Perché continuare a lottare se poi si
ricade?? Un perché si ritrova nella lettura delle pagine del Vangelo o in questa lettera di S. Paolo ai
Romani: La tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata, e la virtù provata la
speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per
mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Un perché è la vita della Signora Santina immersa in
una profonda fede che l’ha accompagnata in tutto il suo divenire. Santina ha incarnato le parole di
Gesù, quando ha posto le condizioni per seguirlo Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se
stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita per causa mia, la
perderà…ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà!!! Ecco allora il senso di quel
soffrire, di quell’accettare con tutta la paura umanamente esprimibile la volontà del Padre. Anche
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