Page 50 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ  יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ  רוּצ

            senza protezione. Voglio continuare così, questo è il senso della mia vita!”  Mi avvicino a mamma
            e le do un bacio sulla fronte con una leggera carezza le prendo la mano e dico “Mamma io ti sono
            sempre vicino con il mio cuore… e tu lo sai!” “Certo che lo so! Ma io ho vicino Gesù e la Madonna
            e dunque non sono sola. Loro non mi lasciano mai e io con loro sono serena!” “Ora basta mamma
            leggere, prepariamoci per uscire: nelle vecchie vie di Gerusalemme rivivremo questa mattina la Via
            Crucis. La Città Vecchia è piena di pellegrini giunti da lontano per rivivere la Pasqua di Gesù.” “E’
            vero don Gigi! Mi dimenticavo oggi è il Venerdì Santo e dobbiamo prendere parte alla Via Crucis”.
            Gli uccellini con un rapido fruscio d’ali volano via, una brezza fresca entra dalla finestra spalancata
            mentre odiamo il richiamo del muezzin dal minareto per la tradizionale preghiera musulmana del
            Venerdì.
                   Un’ora dopo mentre ripercorro le vecchie ed incantevoli vie di Gerusalemme il brano con il
            quale mamma mi aveva preparato alla Via Crucis, mi ritorna in mente… guardo mamma che respira
            affannosamente per la strada in salita, la vedo concentrata, i suoi occhi sono pieni di luce interiore;
            mi regala il suo sorriso, dentro di me penso che la  citazione di Annalena Tonelli ben descrive la
            vita  interiore  di  mamma:  Vivo  come  nessuno,  senza  nessuno,  senza  nessuna  potenza,  senza
            protezione. Voglio continuare così, questo è il senso della mia vita. Chi avrebbe pensato che quel
            singolare giorno pieno di serenità e pace vissuto a Gerusalemme prefigurava la Via Crucis dolorosa
            che mamma avrebbe vissuto alcuni mesi dopo e che in questi cinque quaderni ho voluto raccontare?

            3.3. Una serata con mamma a San Pietroburgo. Settembre 2001
                   Anni fa, alcuni giorni dopo la caduta delle Torri Gemelle, nel settembre 2001, mi recai in
            viaggio  con  mia  madre in  Russia  e  visitammo  per  alcuni  giorni anche  la  splendida  città  di  San
            Pietroburgo con il suo bellissimo Museo dell’Ermitage, conosciuto in tutto il mondo. Andammo
            insieme  a  visitare  quel  Palazzo  che  contiene autentici  gioielli  di arte.  Io  ero  letteralmente  preso
            dall’ammirazione  per  quei  capolavori:  Rembrand,  Michelangelo,  Leonardo  Da  Vinci,  tantissime
            opere d’arte scorrevano sotto i nostri occhi in poche ore pomeridiane. Al termine della visita vidi
            mia madre un po’ stanca e gli dissi: Ti è piaciuto questo importante Museo?” La sua risposta mi
            folgorò: “ Mi è piaciuto moltissimo, pensa che davanti ad ogni quadro raffigurante la Madonna,
            Cristo o i Santi ho recitato una breve preghiera, è stato un pomeriggio indimenticabile!” La frase
            di mia mamma è ancora viva nella mia memoria oggi a distanza di anni. Io ero preoccupato di
            capire  l’opera:  chi  è  l’autore,  cosa  rappresenta,  quando  è  stata  realizzata,  che  stato  d’animo
            dell’artista  mi  propone…  mia  madre  non  si  poneva  invece  alcuna  di  queste  domande,  ma  si
            preoccupava di trasformare quelle opere d’arte in occasione di preghiera e di incontro con Dio, la
            sua stanchezza si doveva alle molte preghiere recitate in quel pomeriggio. Ecco una donna che sa
            vedere Dio nella propria vita, questo è lo sguardo di fede con il quale mamma ha saputo sempre e
            solo valutare la propria vita riportadola sempre e solo all’essenziale della fede. Quella visione di
            fede con la quale Mamma quella sera a San Pietroburgo mi diede una grande lezione di vita e di
            cultura.

            3.4. Una fredda mattinata dell’ultimo dell’anno a Pechino. 31 Dicembre 1998
                   Il cielo è nuvoloso  sopra Pechino e sembra che da un momento all’altro possa nevicare.
            Mamma è  intenta  a  guardare  per  le  strade  le  centinaia  di  biciclette che  si  muovono  a  nugoli  ai
            diversi semafori. Lo smog provocato dal riscaldamento a carbone di case e palazzi rende ancora più
            grigio lo scenario invernale. E’ l’ultimo dell’anno in Occidente: siamo al 31 Dicembre 1998. In
            questa  mattina  vogliamo  visitare  uno  degli  antichi  templi  dell’incantevole  città  imperiale  di
            Pechino, capitale di un regno antichissimo, carico di storia e di saggezza. E’ molto freddo ed il
            ghiaccio è presente nelle fontane ed agli angoli delle strade. Inizia così la nostra visita culturale al
            Tempio del Cielo. Il caratteristico tempio cinese è preceduto da ampi giardini; l’imperatore si recava
            in visita ed in meditazione. La guida cinese ci indica un monumento che al suo centro ha un’ampia




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