Page 45 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ רוּצ
La leggenda della composizione del Salmo 72-73
PARTE PRIMA
Gerusalemme, 9 di Adar, Anno 5766
Gerusalemme è avvolta da una tormenta di vento gelido che porta con sé la sabbia fine del
vicino deserto di Giuda; le case attorno al Tempio al quale in questa settimana presto servizio nella
classe sacerdotale di Abia, alla quale appartengo, sono sbarrate.
Mi chiamo Asaf, figlio di Berechia, sono un Levita e cantore al Tabernacolo per volontà di
Davide. Il Popolo ebraico mi reputa un Veggente. Ho scritto diversi salmi che compongono una mia
piccola raccolta di tredici poesie.
Dalla mia abitazione sul Monte degli Ulivi sto scrivendo un nuovo inno per la Liturgia al
Tempio. Ho un’idea forte nel mio cuore che voglio esprimere: Roccia del mio cuore è Dio nella mia
lingua l’ebraico suonerebbe così.םָלוֹעְל םי ִהלֱֹא -- יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ רוּצ : (zur levavi ve-helki e-lo-him le-olam). E’
una convinzione che ho trovato scritta in un sacro bracciale d’argento che porto al polso della mia
mano destra. E’ il regalo di un amico e il frutto del lavoro di un cesellatore che compie la sua opera
di artigiano nella Città vecchia e che ha imparato la sua arte a Tebe, nel lontano Egitto.
Tale bracciale mi è stato messo al polso da mia madre in un sereno e prolungato momento di
preghiera dopo la sua malattia, quando mi ha posto al collo una importante e significativa teca di
metallo.
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