Page 53 - PETRA CORDIS MEI DEUS IN AETERNUM
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.םָלוֹעְל םיִהלֱא  יִקְלֶחְו יִבָבְל  רוּצ                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          -       -

             vicinanze  di  Antiochia.  All’indomani  della  sua  morte  (410),  il
             convento costruito a suo nome, riuniva già 800 monaci; e per secoli

             la  storia  della  prima  comunità  maronita  si  identificò  con  quella  di
             questo convento. Fedeli all’ortodossia di Calcedonia, non volevano

             rifiutare  la  loro  radice  aramaica  (siriaca),  e  quindi  una  loro
             autonomia  dall’impero  bizantino.  Da  qui  molte  persecuzioni.  Nel
             VII  secolo,  a  seguito  della  invasione  araba,  la  sede  patriarcale  di

             Antiochia,  rimase  vacante  per  più  di  un  secolo.  Nel  742  i  monaci
             maroniti  rifiutarono  la  giurisdizione  di  un  patriarca  melchita  ed

             elessero Patriarca il Superiore del loro monastero. Da quel momento
             inizia  la  formazione  di  una  comunità  Maronita  indipendente,

             sottratta  ad  ogni  influenza  di  stranieri,  e  fedeli  alla  tradizione
             apostolica  del  cristianesimo  primitivo.  Questa  loro  autonomia

             temporale  e  spirituale  attirava  le  vessazioni  da  parte  degli  Arabi
             vincitori. Per mettersi al sicuro dai pericoli, decisero di prendere la
             via dell’esilio verso il Libano; l’esodo di tutti i Maroniti si realizzò

             nell’arco di molti secoli. Nel XI secolo, con la presenza dei Crociati,
             si consolidarono i rapporti con i cristiani d’Europa e in particolare

             con  la  Santa  Sede  (Innocenzo  III  e  il  IV  Concilio  Lateranense
             riconoscono  il  patriarcato  nel  1215).  Nel  1291  i  Mamelucchi

             d’Egitto  diventarono  unici  governatori  del  paese  e  i  Maroniti
             subirono una nuova ondata di persecuzioni poiché continuavano ad

             avere  relazioni  con  Roma.  Il  loro  Patriarca,  costretto  alla  fuga,  si
             rifugerà  nella  famosa  valle  “QADISHA”  (Valle  Santa),  ove  per
             essere  al  sicuro  vivrà  nell’isolamento  più  totale.  Ai  Mamelucchi

             successero nel 1510 i Turchi. Ci furono allora dei lunghi periodi di
             tranquillità  intervallati  da  altre  dure  prove,  a  causa  soprattutto  dei

             Drusi:  nel  1860  furono  saccheggiati  e  distrutti  360  villaggi,  560
             Chiese,  50  conventi  e  sgozzati  2000  uomini.  L’intervento

             dell’Europa cristiana metterà fine a queste atrocità. Fu solo nel 1920,
             che  il  Libano  riebbe  i  suoi  confini  naturali.  Qui  in  Terra  Santa  i

             Maroniti sono presenti con 6000 fedeli, 10 parrocchie, per lo più in
             Galilea, con vicario patriarcale in Gerusalemme alla porta di Jaffa.
             Vi è poi una Chiesa Caldea-cattolica (pochissimi), una Chiesa Siro-

             cattolica (400 fedeli), Armeni-cattolici (600), Copti-cattolici.



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