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con devozione e semplicità assoluta. Prego per
la città, per i cristiani, per Ivan, per i morti, per
coloro che sono feriti o che stanno morendo pro-
prio durante questo nuovo sacrificio di Gesù sul-
la croce, prego, prego. Prego intensamente con
passione, forza, concentrazione; è il cuore del
mio viaggio e la commozione diventa formidabile
quando lentamente dico: “Prendete e mangiate
questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. Mi
inginocchio e mi fermo in adorazione. “Signore
mio e Dio mio”. Lo ripeto a voce alta tre volte
nessuno capisce italiano e lo grido anche.
La messa continua e arrivo al Padre Nostro.
Quando ecco un imprevisto: da lontano arriva
qualcuno. Istintivamente mi dico: ‘Devo proteg-
gere questo tesoro prezioso che è la divina euca-
ristia. Male che vada mangio e bevo subito. Potrei
morire con Gesù nel cuore fulminato da questo
islamista... allora il mio discorso a Gesù sul fatto
di ricordarsi di questo giorno sarebbe pronuncia-
to prima del previsto... Ivan mi dice in inglese:
“Stai calmo e soprattutto fermo”.
Lui si blocca e con voce calma e tranquilla
saluta il giovane. Il giovane chiede chi siamo e
lui pacatamente risponde:
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