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“Padre, in due mesi la città sarà liberata da
Daesh. Allora avremo bisogno di te”.
“Noi ci siamo!” rispondo.
Dopo aver baciato con passione l’impolve-
rato altare sul quale Gesù è divenuto pane e
vino andiamo alla macchina. Proseguiamo il giro
verso il centro della città. Una squallida prigione
per donne yazidi, altre chiese distrutte saranno i
luoghi della nostra via crucis.
LA PRIGIONE DELLE DONNE YAZIDE
Scrivo da Istanbul, dove sono arrivato presto
questa mattina con un volo da Erbil nella notte
con scalo ad Ankara. Sto tornando in Italia e qui
voglio completare la descrizione del mio viaggio
a Mosul.
Dopo aver celebrato la messa ci spingiamo
verso il centro della città, verso la riva sinistra
del fiume Tigri che divide in due Mosul. Dal-
la parte destra ci giunge il rumore degli spari
e della guerra. Arriviamo al grande complesso
della parrocchia di Mar Afram. Era una chiesa
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