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mi sorprende. “Io sono il pane di vita...” Parla
proprio della presenza reale di Gesù nell’euca-
ristia e forse qui a Mosul Gesù è presente con
una gioia immensa, forte e convinta. Io spero
che quando morirò lui si ricordi di questa mes-
sa... e se facesse finta di non ricordarsi glielo
ricorderò io... Sai Gesù io ti ho fatto essere pre-
sente a Mosul nella guerra e so che tu eri così
felice quel giorno. Lui allora mi guarderà e con
il dito mi dirà: “Tu conosci bene i miei gusti. È
vero. Essere presente nell’eucaristia a Mosul, il 5
maggio 2017, è stato bello per me, perché io non
vinco le guerre con la forza e le armi ma con la
mia presenza e la mia obbedienza”. Mi diverto a
pensare a questo futuro dialogo ed è la voce di
Ivan a interrompere il mio pensiero.
“Padre, qui non abbiamo molto tempo. Ce-
lebra bene la messa con devozione e calma ma
cerca di non essere troppo lungo”.
Con un sorriso gli pongo la domanda:
“Fai con me la comunione?”.
Mi risponde orgoglioso di sì!
Così inizio il mio solenne pontificale aven-
do come incenso il fumo delle bombe e come
candele le esplosioni attorno. Celebro la messa
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