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Natale al carcere di massima sicurezza di Challa-
palca a 5050 metri abbracciando criminali e con
il fucile pronto a sparare delle guardie carcerarie
in mia protezione. Ricaccio il brivido che ritorna
però prepotente, forse provocato dal rumore di
un elicottero che si avvicina e inizia a mitragliare.
Il rumore mi spacca la testa ed entra nelle bu-
della. Se ne va. Più lontano sento il rumore del
conflitto a fuoco. E Gesù? Verrà qui tra poco...
Verrà a visitare questa città e questi uomini in
guerra. Sono fiero di aver accompagnato qui Ge-
sù a visitare la città. Penso che lui ci tenesse tan-
tissimo e in questo so di non sbagliare. Portare
Gesù in questa guerra... Rischio di insuperbirmi,
ma poi capisco che non è merito mio, così pieno
di peccati, incoerenze, superficialità ed egoismo.
La Chiesa mi ha regalato, più di trenta anni fa,
il carattere sacerdotale, quando sono diventato
prete il 21 giugno 1986 e da allora nelle mie mi-
serie, quando dico la messa, Dio si fa presente.
Non lo dico io, ma lo dice la Chiesa!
Questo per me è sufficiente. Prendo forza da
queste riflessioni e mi sento rinnovato nella mia
identità sacerdotale! Tutto è pronto. Iniziamo la
messa e la lettura del vangelo, come a Garissa,
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