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meditazione dell’esplosivo dopo che il nemico
               si è ritirato non me l’aspettavo proprio. Sbianco
               una seconda volta, ma questa volta reagisco in
               modo più energico per nascondere falsamente
               la mia sorpresa.
                  “Senti Ivan, se tu salti in aria all’interno pensi
               che questa esplosione mi risparmi qui a pochi
               metri da te? Ascolta, penso che quattro occhi
               siano meglio di due. Entriamo insieme e scru-
               polosamente guardiamo ok? Dimmi solo dove
               devo cercare”.
                  “Nulla. Questi ordigni elementari a uno sguar-
               do solo superficiale non si vedono, ma con oc-
               chio attento vedrai qualcosa di strano...”.
                  Entriamo e non sono al massimo dell’allegria.
               Sono dalla parte sinistra della chiesa. Niente di
               sospetto: il pavimento è spoglio e liscio, un’e-
               norme lastra di cemento armato. Nessuna bomba
               può essere qui.
                  Ivan mi dice:
                  “Bene, padre, tu aspetta qui. Faccio un giro
               attorno per essere sicuro, giro attorno al perime-
               tro della chiesa distrutta. ok? Tu prepara per la
               messa. Celebreremo qui”.
                  Così ha inizio la preparazione di una delle
               messe più povere, semplici e di grande signifi-


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