Page 53 - MARIA
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il ricordo della più bella visita nella mia vita. Un
completo sconosciuto viene dall’altra parte della
terra per baciare le mie pustole, i miei lividi e le
mie cicatrici”.
Mi abbraccia forte, e io forte la stringo a me.
Sento nuovamente le sue costole. Il silenzio è
profondo, è santo, nessuno osa romperlo. Lenta-
mente ci rialziamo, usciamo dalla baracca. Mi ri-
metto le scarpe sui piedi nudi pieni di punture di
insetti. Saliamo sulla barchetta che lentamente si
allontana dalla baracca. Lei ci saluta con la mano,
i capelli lunghi e neri al vento. Una mano sulla
mia spalla sembra confortarmi: è padre Bruno.
“Don Gigi: non dico nulla, ma queste due
suore sono così commosse. In Vietnam lo stigma
per un malato di AIDS è forte e tu lo hai supera-
to. Loro non lo dimenticheranno mai”.
Suor Chan mi guarda e, mettendo le mani
giunte in silenzio, mi fa il classico inchino orien-
tale di stima e saluto. Nel mio cuore una grande
gioia per il momento più bello del mio viaggio
che spero di aver anche a voi consegnato.
Il piccolo battello attracca e le moto corrono
via in mezzo al caos del traffico di Hanoi per
visitare altri poveri.
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