Page 89 - Kelvin
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Mi giro lentamente. Una bambina bellissima,
con le sue lunghe treccine nere, mi sta guardando.
Non resisto alla sua dolcezza e la prendo tenera-
mente in braccio. Un piccolino, geloso, si mette a
piangere. Poso allora la bambina e prendo in brac-
cio il maschietto che ha sulle guance due lacrimoni
che brillano come diamanti per un raggio di sole
che lo colpisce sul volto.
“Magdalene, come posso dire no? Sono biso-
gni reali che noi, in Italia, neppure immaginiamo.
Sono bambini bellissimi, provati dalla povertà,
dalla miseria e dallo sfruttamento. Non dobbiamo
aggiungere anche queste sofferenze. Li dobbiamo
proteggere dalla piaga dei cani randagi che infe-
stano a branchi Villa San Roman! Scrivi un proget-
to, metti per scritto quanto costa la costruzione di
questo muro. Domani io parto. Passo alle 9. Puoi
prepararmi il progetto per quell’ora con timbri e
firme? Voglio metterlo in cartella e portarmelo in
Italia. Chissà che per Natale questo muro per il
cortile possa sorgere?”.
La donna sorride felice e promette di lavorare
per darmi quel progetto da portare in Italia.
Mi sento tirare. È la piccola Marlene, così si
chiama la bimba dalle trecce scure, che mi sorri-
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