Page 94 - Kelvin
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Ma... appena vedo quel soldino scoppio in un
pianto liberatorio e torna la luce. Quel soldino tra
le mie dita è un sole, accende la luce, dirada le
nubi della stanchezza, della delusione e della rab-
bia e riporta il cuore vicino a Kelvin, l’ergastolano
assassino che il giorno dei miei 30 anni di messa
ha ricevuto dalle mie sporche mani il perdono di
Gesù. Il carcerato che mi ha abbracciato, che mi ha
commosso, al quale ho baciato i piedi. Riprendo
serenità.
Delicatamente adagio quella moneta sul mio
cuscino e, come ogni sera, guardo al mio crocifisso
e gli dico:
“Gesù proteggi Kelvin, fai che questa notte non
senta freddo, che sotto le lamiere della sua cella
non si scoraggi, Gesù fa che possa uscire dal carce-
re e tornare pentito dalla sua famiglia che soffre”.
Gesù mi guarda... Ieri sera l’ho proprio stanca-
to, ho parlato con lui per ore...
“Hai visto che non hanno caloriferi? Hai visto
le sbarre rosse? Hai visto che non hanno scarpe
ma ciabatte? Hai visto che schifo di fagioli ho man-
giato?”.
Lui, il mio crocifisso, mi guarda e mi rimprove-
ra... da lui accetto tutto!
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