Page 90 - Kelvin
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de. La prendo in braccio e lei mi si stringe forte
al collo:
“Portami con te, voglio venire alla tua casa” e
me lo dice con gli occhi pieni di lacrime e suppli-
chevoli.
Noi uomini siamo davvero il sesso debole. Non
è la donna a essere debole, ma l’uomo: eterno
adolescente, mai diventato adulto perché non può
generare vita come la donna. Mi sento debole...
ma io questa piccola la adotto, la porto con me
in Italia! Poi mi mordo le labbra e dico a Marlene:
“Torno domani e ti porto con me”.
Dico una bugia e lo so... ma non so se ho men-
tito a lei oppure sto mentendo a me stesso. Quella
domanda di Marlene: “portami con te”, ti spacca le
budella, ti brucia le interiora e mette in luce le tra-
gedie che questi piccoli sfruttati hanno alle spalle.
Non ho saputo quale era la tragedia che a Mar-
lene aveva fatto fare quell’urlo, non ho chiesto
nulla alla maestra, non ho voluto sapere niente, ma
so una cosa soltanto: che quel muro per l’asilo rosa
lo faremo e che a dicembre quando tornerò per
inaugurare i lavori, cercherò Marlene per darle un
bacio e per sapere per quale motivo voleva venire
con me... E se tornerò in Italia con quella bimba
sulle mie spalle, non chiedetemi il perché, non lo
dirò a nessuno ma rimarrà chiuso nel mio cuore.
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