Page 92 - Kelvin
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No! Questo è il benessere di uno che dorme
nelle capanne con i ratti, che mangia il cibo di
merda di un carcere peruviano dimenticato da Dio
e dagli uomini e che vive in Villa San Roman dove
c’è tanta povertà, ma i cuori sono caldi, come nella
cucina verde dove prendi il caffè italiano la mattina
o il mate di coca dopo il pranzo. Tutti lì attorno a
te ad ascoltarti a chiederti come stai... E poi ti riem-
piono il collo di fiori, oppure in Africa a Garissa ti
offrono una torta che dividi per 100 persone con
lo stesso cucchiaio. Da quei posti di merda, ma-
leodoranti, sporchi e degradati io raccolgo il mio
tesoro e lo metto in un cofanetto di legno prezioso
che Franca mi ha regalato.
Quando sono giù apro il mio forziere e guar-
do il mio tesoro. Da lì esce di tutto: la camicetta
insanguinata della mamma di Beto uccisa dal car-
tello della droga a La Laja; esce una piccola scatola
che contiene terra imbevuta di sangue da Gaza;
esce una piccola pantofolina blu appartenuta a una
bimba morta a Gaza e ritrovata tra le macerie... uni-
co suo ricordo, escono le matite dei ragazzi uccisi
a Garissa, un pezzo di linoleum imbrattato dal loro
sangue, tre scellini dati da Albert che vive in ca-
panna in Africa, oppure la corona di plastica della
sua mamma... E molta altra roba. Guardo quegli
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