Page 33 - Janet
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SANGUE

                  Nella calma della sera il volo ci porta da Mom-
               basa in Kenya, ad Addis Abeba in Eritrea. Sono
               circa due ore e mezzo di volo. Caterina, seduta
               vicino a me, riposa. Anche Emanuele e Marzia, al
               di là del corridoio, riposano. La fatica si sente dopo
               giornate faticose e intense, cariche di emozioni,
               con ogni secondo contato. Ci si rilassa al termine
               di una avventura che ha impegnato tutte le forze
               fisiche e intellettuali. Nel cuore una profonda felici-
               tà, al termine di un cammino di purificazione, che
               ci ha fatto incontrare Dio nella carne dei poveri
               e nel sangue dei martiri. Non so se sono pronto a
               scrivere del sangue di Garissa. Proprio in questa
               sera con la testa stanca, con le scottature del sole
               infuocato dei 40 gradi della steppa di Garissa, con
               lividi grandi e piccoli in tutte le parti del corpo per
               gli scossoni forti e secchi della jeep nel viaggio di
               ritorno da Bura Tana, seduto all’esterno tra zai-
               ni, in compagnia di padre Alejandro e di Jimmy.
               Parlare di Garissa e in questo secondo viaggio mi
               è molto difficile perché significa parlare di sangue
               e di tanto sangue.

                  Questa volta è stato più semplice ottenere i
               permessi per la visita: già ci conoscevano. Le in-

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