Page 38 - Janet
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ed esagerato per uccidere un essere umano, con
l’intento non solo di uccidere ma anche di sfigurare
e umiliare il martire, fanno ribrezzo, a Roma non
doveva essere un bello spettacolo quello di vedere
leoni e fiere masticare brandelli di carne umana
e stritolare ossa! La nostra preghiera si conclude
con la radicale sicurezza che il sangue dei martiri
è seme di cristiani.
La fede cristiana deve ripartire da Garissa co-
me in passato ripartì da Roma! Garissa, come altri
luoghi in cui si massacrano oggi i cristiani, è un
faro di luce per tutti noi. La terribile debolezza di
148 ragazzi proclama la granitica fede in Dio e
nella sua parola e proclama il fatto che i cristiani
reagiscono al martirio porgendo l’altra guancia, che
i cristiani perdonano chi spappola i loro crani, che
i seguaci di Gesù sono pazzi fino al gesto supremo
dell’amore per i loro nemici. Da duemila anni, at-
traverso la voce di Gesù, quella di Pietro e, oggi,
quella dei 148 martiri di Garissa, i cristiani pro-
clamano: “Padre perdona loro perché non sanno
quello che fanno”.
Usciamo in silenzio dall’aula scolastica con rin-
novato slancio e ci prepariamo a incontrare con
il rosario il luogo della strage di ben 98 giovani
studenti. È il cortile di un edificio che si chiamava
Elgon B.
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