Page 28 - Janet
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zione, sicuramente più dura e impegnativa, ci vede
uniti fortemente nella realizzazione di qualcosa di
grande e dal forte valore simbolico.
Jimmy, la sera, ci dirà che quel momento in cui
abbiamo visto la chiesa, l’accoglienza della gente
e il taglio del nastro da parte di Caterina sono stati
per lui i momenti più belli della giornata di festa.
Dopo aver tagliato il nastro, con il volto pieno
di gioia, Caterina si gira lentamente, consegna la
forbice a padre Ernesto e lui dà inizio alla secon-
da parte del rito consegnandomi la chiave della
chiesa... e questa volta a commuovermi sono io. Il
cuore mi batte forte e mi tremano anche le gambe.
È inutile negarlo: avviene così dal Perù al Brasi-
le, all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo:
ovunque c’è una inaugurazione in nome di Santi-
na, mi prende così! Guardo la gente attorno, salgo
i tre gradini, giro la chiave e apro il portoncino
blu: la chiesina appare in tutta la sua bellezza e...
profuma di pittura fresca. Mi giro verso la gente
che applaude e, con commozione, grida. Rimango
a bocca aperta! Da una parte per la bella costru-
zione e, girandomi, dall’altra parte per la ancora
più bella popolazione che, con fatica e rinunce
ha costruito la chiesetta! La tensione tra le due
bellissime immagini è forte e mi crea un vortice
di commozione.
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