Page 57 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ  יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ  רוּצ

            Sorgi, Signore, salvaci nella tua misericordia. 3° Salmo SALMO 43, 18-27 Il popolo di Dio nella
            sventura Tutto questo ci è accaduto + e non ti avevamo dimenticato, * non avevamo tradito la tua
            alleanza.  Non  si  era  volto  indietro  il  nostro  cuore,  *  i  nostri  passi  non  avevano  lasciato  il  tuo
            sentiero; ma tu ci hai abbattuti in un luogo di sciacalli * e ci hai avvolti di ombre tenebrose. Se
            avessimo dimenticato il nome del nostro Dio * e teso le mani verso un dio straniero, forse che Dio
            non lo avrebbe scoperto, * lui che conosce i segreti del cuore? Per te ogni giorno siamo messi a
            morte,  *  stimati  come  pecore  da  macello.  Svegliati,  perché  dormi,  Signore?  *  Destati,  non  ci
            respingere per sempre. Perché nascondi il tuo volto, * dimentichi la nostra miseria e oppressione?
            Poiché siamo prostrati nella polvere, * il nostro corpo è steso a terra. Sorgi, vieni in nostro aiuto; *
            salvaci per la tua misericordia. 3^ Antifona Sorgi, Signore, salvaci nella tua misericordia. Prima
            Lettura V. Da chi andremo, Signore? R. Tu hai parole di vita eterna. Dalla lettera ai Filippesi di san
            Paolo, apostolo 3, 1-16 L'esempio di Paolo Fratelli miei, state lieti nel Signore. A me non pesa e a
            voi è utile che vi scriva le stesse cose: guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi
            da quelli che si fanno circoncidere! Siamo infatti noi i veri circoncisi, noi che rendiamo il culto
            mossi dallo Spirito di Dio e ci gloriamo in Cristo Gesù, senza avere fiducia nella carne, sebbene io
            possa vantarmi anche nella carne. Se alcuno ritiene di poter confidare nella carne, io più di lui:
            circonciso l'ottavo giorno, della stirpe d'Israele, della tribù di Beniamino, ebreo da Ebrei, fariseo
            quanto alla legge; quanto a zelo, persecutore della Chiesa; irreprensibile quanto alla giustizia che
            deriva  dall'osservanza  della  legge.  Ma  quello  che  poteva  essere  per  me  un  guadagno,  l'ho
            considerato una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla
            sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste
            cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con
            una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la
            giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza
            della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte,
            con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti. Non però che io abbia già conquistato il
            premio  o  sia  ormai  arrivato  alla  perfezione;  solo  mi  sforzo  di  correre  per  conquistarlo,  perché
            anch'io  sono  stato  conquistato  da  Gesù  Cristo.  Fratelli,  io  non  ritengo  ancora  di  esservi  giunto,
            questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare
            al  premio  che  Dio  ci  chiama  a  ricevere  lassù,  in  Cristo  Gesù.  Quanti  dunque  siamo  perfetti,
            dobbiamo avere questi sentimenti; se in qualche cosa pensate diversamente, Dio vi illuminerà anche
            su  questo.  Intanto,  dal  punto  a  cui  siamo  arrivati  continuiamo  ad  avanzare  sulla  stessa  linea.
            Responsorio Prima Lettura Fil 3, 8; Rm 6, 8 R. Ho lasciato perdere tutto, al fine di guadagnare
            Cristo, * per conoscere la potenza della sua risurrezione, e la comunione alle sue sofferenze. V. Se
            siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui: R. per conoscere la potenza della sua
            risurrezione, e la comunione alle sue sofferenze. Seconda Lettura Dalla «Lettera ai Filippesi» di san
            Policarpo, vescovo e martire (Capp. 12, 1 - 14; Funk, 1, 279-283) Cristo vi faccia crescere nella
            fede  e  nella  verità  So  bene  quale  sia  la  vostra  familiarità  con  le  Sacre  Scritture  e  come  nulla
            ignorate: io stesso non sono da tanto. Mi basta ricordarvi ciò che la Scrittura dice: Sdegnarvi, ma
            non peccate (cfr. Sal 4, 5) e: «Il sole non tramonti sopra la vostra ira» (Ef 4, 26). Beato chi se ne
            ricorda: e io credo che ciò accade realmente tra voi. Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, e lo
            stesso Gesù Cristo, Figlio di Dio e sacerdote eterno, vi facciano crescere nella fede e nella verità e
            in ogni dolcezza, senza collera, nella pazienza e nella longanimità, nella fortezza e nella castità. Il
            Signore vi conceda di condividere l`eredità dei suoi santi, e lo conceda, insieme a voi, anche a noi e
            a tutti coloro che, sotto il cielo, crederanno nel Signore Gesù Cristo e nel «Padre suo che lo ha
            risuscitato dai morti» (Gal 1, 1). Pregate per tutti i credenti. Pregate anche per i re e le autorità e i
            principi, per coloro che vi perseguitano e vi odiano e per i nemici della croce, perché il vostro frutto
            sia manifesto in ogni cosa e siate perfetti in lui. Mi scriveste, sia voi che Ignazio, che se qualcuno si
            reca in Siria porti anche la vostra lettera; lo farò, appena se ne presenterà l`occasione. Andrò io




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