Page 34 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ רוּצ
Nella lamentazione del prigioniero che si trova a nord-est della Palestina e che desidera
ardentemente di ritornare nella Santa Sion è detto:
"O Dio mia roccia (con il lamed del vocativo), perché mi hai dimenticato?...
Invia la tua Luce e la tua Verità,
esse mi guidino e mi conducano
al Monte della tua santità,
al luogo delle tue dimore" (Sal 42,10; 43,3).
E lo stesso, il vecchio abbandonato da tutti, implora: "Sii per me una roccia di scampo rifugio
inaccessibile per la mia salvezza.
Perché sei la mia rupe e la mia fortezza" (Sal 71,3).
I vari sensi di Sur negli Inni
Soprattutto negli inni e nei canti individuali di ringraziamento, di fiducia e di lamento, il
termine sur, roccia stabile e fissa, in senso traslato è immagine stereotipa dell'aiuto di Dio: per
esempio, il Sal 18,47 loda il Signore come roccia benedetta, perché rappresenta il Dio del
soccorso; nel Sal 62,3 è affermato che solo Dio è roccia di salvezza e di difesa, sicché l'individuo
aiutato non vacillerà giammai; nel Sal 89,27, poema messianico, lo stesso Dio dirà che il Messia
lo chiamerà padre, perché l'ha riconosciuto come roccia di salvezza, avendolo aiutato quando ha
esteso i suoi confini dal mar Mediterraneo all'Eufrate; e David, in una liturgia di rendimento di
grazie, invita il popolo intero a lodare Dio, Roccia della salvezza (Sal 95,1).
Oltre che una roccia di aiuto, Dio è anche una roccia di protezione. Isaia, dando la ragione
dell'invasione assira contro Efraim, dice:
"Perché hai dimenticato il Dio della tua salvezza,
e la Roccia della tua forza hai dimenticato;
invece ti sei fatto delle piacevoli piantagioni
e hai interrato germogli esotici.
Di giorno fai crescere ciò che hai piantato,
al mattino fai fiorire le tue piante:
ma la raccolta ti sfugge nel dì dell'angoscia,
del dolore disperato" (Is 17,10-11).
Dinanzi al timore di una morte degli empi, un fedele implora: "Verso te, o mia roccia (suri), io grido:
/ non sii sordo alla mia voce / il tuo silenzio mi renderebbe simile / a quelli che scendono nella
fossa" (Sal 28, 1). E un giusto, crudelmente provato, pervenuto al punto della morte, scuote il suo
Dio perché lo liberi:
"Affrettati a salvarmi, o Jahweh,
sii per me una roccia di sicurezza
un luogo fortificato per la mia salvezza,
perché mia roccia (sela) e mia fortezza sei tu" (Sal 31,3).
Considerando Dio come unico protettore, il Sal 62,2-3.6-7 esprime la sua assoluta confidenza con
un ritornello uguale: "L'anima mia s'acquieta in Dio solo / perché la mia speranza viene da lui.
/ Egli solo è la Roccia, la mia salvezza / la mia fortezza: non vacillerò". Un anonimo conclude
questo tema con una supplica ardente di protezione: "Sii per me una roccia tutelare / un luogo
forte dove possa trovare la salvezza / perché sei la mia rupe e la mia fortezza" (Sal 71,3).
Ma Dio è anche una roccia di sicurezza. David, nell'apogeo del suo regno, eleva a Dio suo
liberatore un solenne "Te Deum", ormai sicuro dell'attuazione della profezia di Natan (v. 50), e
perciò dei suoi destini e di quelli della sua progenie in perpetuo. E si rivolge a Dio con una
litania di titoli:
"Io ti esalto, o Jahweh, mia forza,
mia roccia mia fortezza e mio rifugio,
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