Page 38 - Gerusalemme
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.םָלוֹעְל םי ִהלֹא - ֱ  יִקְלֶחְו י ִבָבל - ְ  רוּצ

            Io  ti  conoscevo  per  sentito  dire,  ma  ora  i  miei  occhi  ti  vedono.  Perciò  mi  ricredo  e  ne  provo
            pentimento sopra polvere e cenere (Gb 42,2-3.5-6).

            Ora il salmista può gridare, non più per la rabbia ma per la gioia, la sua esperienza intima e reale:
            “Quanto a me, la vicinanza di Dio è il mio bene!”. In ebraico “li TOV”, che può tradursi anche: “È
            bello”,  “è  il  massimo  della  perfezione”,  “  è  una  gioia  indicibile”,  “è  godermi  la  pienezza  dello
            shalom (la pace e tutti gli altri doni messianici)”… Questa vicinanza, questa intimità, è “la parte
            migliore che non sarà tolta” a Maria di Betania e a tutti coloro che, come lei, si siedono ai piedi del
            Signore e ascoltano la sua parola (Lc 10, 38-42).

            Il salmo scaturisce dalla vita vissuta e vuole essere una poesia istruttiva con cui l’autore intende
            illuminare il cammino dei fedeli di Dio che si trovano in tentazioni simili alle sue. Nel v. 2 infatti il
            salmista confessa la forte tentazione contro la fede che lo ha assalito a causa della felicità degli
            empi. Nel descriverla rivivono le parole Geremia 5,26-28: "Tra il mio popolo vi sono malvagi che
            spiano come cacciatori in agguato, pongono trappole per prendere uomini... Le loro case sono piene
            d’inganni; perciò diventano grandi e ricchi. Sono grassi e pingui, oltrepassano i limiti del male; non
            difendono la giustizia, non si curano della casa dell’orfano, non fanno giustizia ai poveri". Il modo
            di fare di questi arricchiti suggestiona molta gente e quindi possono contare su una folta schiera di
            seguaci. Osservare un tale trionfo ha costituito per il salmista una lunga e grave tentazione, fino al
            momento in cui egli è entrato nel santuario di Dio e ha ottenuto la luce della conoscenza. Egli  ha
            capito che la strada della trasgressione dell’Alleanza finisce in perdizione (cfr. Sal 1,6), mentre la
            strada della fedeltà all’Alleanza mantiene l’uomo nella sfera santa di Dio.
            Una sintesi lapidaria di questo salmo è la sesta beatitudine: "Beati i puri di cuore, perché vedranno
            Dio" (Mt 5,8).












































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