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                  Giunti a Garissa, la sera, per whatsapp, un’a-
               mica mi incoraggia all’incontro con la donna
               che ha subito mutilazioni genitali con queste
               parole:

                  È la ferita più diabolica per una donna: ta-
               glia la carne e amputa la risposta di accoglienza
               che fa il femminile. Non solo nega alla donna il
               piacere, ma la condanna a vita ad essere solo
               ed esclusivamente oggetto di piacere altrui, per
               non parlare delle assurde sofferenze fisiche che
               si ripercuotono a vita. La regione genitale per
               una donna è un punto di verità: non è questione
               di orgasmo o meno, ma di risposta fisica di flu-
               idità all’accoglienza, incidere parti della vulva
               significa dunque negare il valore della ricchez-
               za dell’universo femminile che è accoglienza per
               l’altro, in senso fisico e psicologico... è un abomi-
               nio per tutta la comunità.
                  Vai don Gigi e poi grida al mondo il tuo schifo
               e il tuo sdegno... dopo aver portato un sorriso a
               questa donna alla quale anche io come essere di
               questo mondo vorrei chiedere perdono... perdono


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