Page 24 - ESHA
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un carattere aperto e cordiale. La sua bravura ha
               compiuto il miracolo. Bussano alla porta. Eveline
               apre e appare lei, con un sorriso dolcissimo. È
               piccolina, sembra avere molto meno della sua
               età, bassa di statura e minutina. Quello che su-
               bito mi colpisce è l’ampio velo color crema che
               fascia tutta la testa senza lasciare vedere un ca-
               pello. Sotto un vestitino color bianco con alcuni
               disegni neri. Entra scalza e, pur essendo velata,
               mi stringe la mano. Questo mi fa pensare che
               non sia musulmana di stretta e rigida osservan-
               za, anche se la suora mi ha detto che è sunnita
               e l’abito la contraddistingue senza alcun dubbi.
               Parla abbastanza bene inglese e questo secondo
               fatto mi pone più tranquillo nel discorso con lei.
               Mi guarda silenziosa e cerca di leggere nei miei
               occhi per quale motivo la voglia incontrare, ma
               la stessa cosa faccio anch’io chiedendomi perché
               lei sia venuta.
                  “Esha, non sono né un giornalista ne tanto
               meno uno scrittore. Sono un prete cattolico che
               vorrebbe condividere con te il tuo dramma per
               farlo conoscere in una piccola pubblicazione che
               porterà proprio il tuo nome. Qui a Garissa ho
               scritto di altre due persone, del vescovo Joe e di


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