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Janet la ragazza cristiana uccisa da Al Shabaab il
               2 aprile 2015. Ora sarei tanto felice di poter rac-
               contare in Italia la tua storia. Abbiamo bisogno
               di sapere quanto tu soffri e quanto la mutilazione
               genitale sia un male!”.
                  Dicendo queste parole le mostro i due libretti
               che ho portato con me. Vedo la ragazza emozio-
               narsi, gli occhi si fanno lucidi e mi dice:
                  “Padre davvero vuoi scrivere della mia ver-
               gogna, della mia infamia, di ciò che mi fa ri-
               brezzo? Quale è il motivo? Dimmelo prima di
               cominciare!”.
                  “Prima di raccontare, quello che vorrei fare
               è ascoltare, ascoltare la tua esperienza, cercare
               di immedesimarmi in quello che provi e quello
               che sei; poi vorrei tu raccontassi... ma prima di
               tutto voglio farti sapere che qualcuno ti è vicino
               e si interessa alla tua storia, per qualcuno non
               sei un animale, ma una donna con diritti ina-
               lienabili, che hai una grande dignità che è stata
               calpestata”.
                  La giovane mamma mi guarda ancora più in-
               tensamente e, mentre mi guarda, riconosco in lei
               una bella ragazza dai tratti dolcissimi, con grandi
               occhi neri e un sorriso bianchissimo che riempie


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