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rigorosamente velate fino agli occhi. Pensate che
               le invidio perché, con la bocca e il naso coper-
               to, non respirano la sabbia fine e attutiscono il
               tanfo. Una signora rigidamente vestita di nero e
               tutta velata siede vicino a un finestrino completa-
               mente aperto. Mi crea repulsione, ma il finestrino
               totalmente aperto è più prezioso dell’oro per me.
               A fatica raggiungo il corridoio vicino alla signo-
               ra. Lei mi guarda intensamente con i suoi occhi
               neri. Provo apprensione. Tocco il crocifisso che
               porto al collo e che contiene il sangue di San-
               tina... quando provo paura faccio sempre così
               e nel frattempo mi assicuro che non sia visibile
               per non farli incazzare. Tutto a posto. Non vedo
               un cavolo. Non vedo un cavolo nella calca della
               gente, vedo che anche Jimmy è completamente
               sudato. Ho paura anche a parlare. Gli sussurro:
                  “Se non ci riusciamo a Bura Tana ci fermiamo
               e torniamo indietro”.
                  Il pullman, dopo un’ora, si ferma a Garsen
               e, invece di scendere, la gente sale. Ho voglia
               di ammazzarmi. Il pullman riparte. Non resisto
               più a stare in piedi... Prendo una scatola che
               dobbiamo portare al vescovo Joe e con una fa-
               tica immensa mi siedo nel corridoio. Situazione


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