Page 17 - ESHA
P. 17
rigorosamente velate fino agli occhi. Pensate che
le invidio perché, con la bocca e il naso coper-
to, non respirano la sabbia fine e attutiscono il
tanfo. Una signora rigidamente vestita di nero e
tutta velata siede vicino a un finestrino completa-
mente aperto. Mi crea repulsione, ma il finestrino
totalmente aperto è più prezioso dell’oro per me.
A fatica raggiungo il corridoio vicino alla signo-
ra. Lei mi guarda intensamente con i suoi occhi
neri. Provo apprensione. Tocco il crocifisso che
porto al collo e che contiene il sangue di San-
tina... quando provo paura faccio sempre così
e nel frattempo mi assicuro che non sia visibile
per non farli incazzare. Tutto a posto. Non vedo
un cavolo. Non vedo un cavolo nella calca della
gente, vedo che anche Jimmy è completamente
sudato. Ho paura anche a parlare. Gli sussurro:
“Se non ci riusciamo a Bura Tana ci fermiamo
e torniamo indietro”.
Il pullman, dopo un’ora, si ferma a Garsen
e, invece di scendere, la gente sale. Ho voglia
di ammazzarmi. Il pullman riparte. Non resisto
più a stare in piedi... Prendo una scatola che
dobbiamo portare al vescovo Joe e con una fa-
tica immensa mi siedo nel corridoio. Situazione
15

