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che mi fa venire la pelle d’oca. La ragazza deve
scendere, è arrivata, ma mi tocca la spalla e mi
dice: “Io scendo a Hola e ti lascio il mio posto”,
così mi traduce in inglese il suo vicino.
Questo fatto mi crea una formidabile com-
mozione e mi sento un incredibile imbecille! Ma
pensa tu che potente ceffone ha mollato questa
ragazza ai miei pregiudizi e alle mie paure! È
musulmana integralista, è probabilmente una so-
mala, nel pullman sono tutti neri e a chi concede
il suo posto? Alla mosca bianca del pullman! Al
muzungo cristiano!
Vivere insieme è davvero un’arte e la si impa-
ra su un cesso di pullman come questo! La ragaz-
za si alza, si sposta. Porto la mano al cuore come
si fa tra i musulmani e la ringrazio. Nessuno osa
mettere in discussione la decisione della sunnita,
anzi mi fanno posto. Mi siedo distrutto, Jimmy
mi guarda felice. Dopo una ventina di minuti an-
che lui troverà il miracolo di un posto a sedere.
Scolo la bottiglia di acqua e mi addormento pro-
fondamente in quel pullman indescrivibile. Quel
gesto mi ha tolto la paura e ha regalato pace alla
mia stanchezza infinita. Davvero grazie a una
musulmana quel pullman sulla strada polverosa
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