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di luce chi lo vede. Mi fa grande tenerezza. Lei
               raccoglie le mani sul volto quasi a nasconderlo e
               poi dalla fronte lentamente fa scendere le mani
               lasciando il viso libero e con forte convinzione
               mi dice:
                  “Allora cominciamo! Non inizierò, padre,
               dalla mutilazione genitale che ti racconterò per
               ultima ma inizierò, don Gigi, dal mio secondo
               parto, quello del mio piccolo Swadiq che oggi
               ha cinque anni. Vedi padre, forse tu non sai, ma
               una donna normale, impiega a rimettersi dopo
               il parto pochissimi giorni al punto tale che oggi
               ti rimandano a casa dall’ospedale il giorno se-
               guente e in meno di una settimana la mamma
               riprende a vivere una vita discretamente norma-
               le. Sai quanti giorni io ho impiegato per ripren-
               dermi dal parto? Tu sai quanti giorni ho fatto di
               ospedale per il secondo parto? Ho passato ben
               40 giorni tra dolori atroci che mi ricordavano
               le cure dei giorni dopo la mutilazione genitale.
               Quaranta giorni e, tra dolori insopportabili, si è
               fatta avanti la convinzione prepotente che dove-
               vo denunciare il crimine che mi aveva provocato
               tale dolore. Ho cominciato a raccontare la mia
               storia, ma nessuno se ne era occupato al punto


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