Page 14 - ESHA
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musulmane dal volto coperto, bambini, giovani
e adulti si ammazzano per salire sul pullman che
è già pieno come un uovo. Spingono, salgono
su una scaletta laterale per mettere le loro valige,
chiamiamole così, sul tetto del pullman e poi
tutti dentro. Jimmy mi invita:
“Dai padre saliamo!”.
“Cazzo, io qui non ci salgo neanche morto...
Muoio dopo tre minuti...”.
“Dai padre è una nuova esperienza!”.
“Jimmy, chiamala esperienza questa camera
a gas ambulante”.
Respiro forte, mi turo il naso ed entro dentro,
o meglio, striscio dentro. Dentro un fottuto ca-
sino! Non riesco neppure a muovere un piede.
Strapieno, caldo da svenire, fetore di alito umano
misto... Escrementi? Spezie? Sudore? Centrifuga-
te tutto e avete una pallida idea della puzza a
bordo. Aria condizionata: i finestrini spalancati.
Jimmy è avanti a me e, in alcuni minuti, insieme
raggiungiamo faticosamente la parte posteriore
del pullman. Inutile dire che non c’è neppure
un posto per mettere lo zainetto o le borse di
Jimmy. Ce le mettiamo tra le gambe ma non oso
immaginare una cosa così per otto ore.
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