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Ci garantiscono che a Hola, dopo 2 ore, do-
               vremmo trovare un posto a sedere. Mi sembra un
               tempo lunghissimo. Voglio scendere ma, mentre
               il desiderio mi fa muovere il primo passo, il pul-
               lman strombazzando parte sollevando un nugolo
               di polvere che entra dentro. Una cosa pazzesca!
               Sembra di essere immersi nella nebbia di Londra
               e, quando la nebbia si dirada, siamo tutti più o
               meno incipriati. Unica considerazione scema che
               riesco a fare? “Meno male che mi sono tagliato
               i capelli a zero altrimenti come facevo?”. Porca
               miseria, con tutte le cose che non vanno dove
               sono andato a trovarla quella dei capelli tagliati?
                  Mi riprendo dal trauma e vado incontro al
               secondo trauma. Attorno a me sono tutti rigo-
               rosamente neri e io sembro e sono davvero la
               classica mosca bianca. Penso che gli shabaab, se
               volessero ammazzare qualcuno, non farebbero
               fatica a individuare il bianco. Sono solo ioooo.
               Per la prima volta nella mia vita mi sento una
               nota stonata e così devo apparire a loro, perché
               tutti si guardano e la parola in codice che circola
               è “muzungo”, bianco! Porca vacca sono proprio
               un deficiente. Ma chi me lo ha fatto fare? Guardo
               Jimmy che mi appare sconcertato...


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