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LA DONNA VELATA NEL PULLMAN PER GARISSA

                  Avevo viaggiato in pullman scomodi e popo-
               lari in Perù, sulle Ande peruviane, dove i ciarla-
               tani a bordo vendono giornali del giorno prima,
               agli uomini prodotti per la prostata e alle donne
               polverine di calcio per un miglior latte alle mam-
               melle che allattano i bambini, il tutto condito
               da puzza di galline, escrementi e movimentati
               colori che vanno dai pomodori alle foglie di co-
               ca. Viaggiare in Africa è una versione riveduta e
               scorretta di quel viaggiare che stasera a Garissa
               mi appare come di prima classe.
                  Tredici euro da Msabaha a Garissa, otto ore
               di trasporto su una strada fuori di testa. Appena
               giunge il pullman coloratissimo, carico di anni
               e di bagagli all’inverosimile, il primo sentimento
               non è quello di salire al volo, ma di scappare
               lontano. Il pullman arriva preceduto da un clac-
               son strombazzante forte il triplo del normale e ti
               chiedi se quella che arriva è un’ambulanza o la
               polizia. Poi appare lui, il bisonte colorato con un
               polverone pazzesco. Dopo aver visto il nugolo di
               polvere, mentre si avvicina, senti il tanfo nel qua-
               le stai per entrare. Tutti all’arrembaggio: donne


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