Page 58 - Diana
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ne per te. Le loro domande sono inutili perché la
polizia non fa nulla, solo uno sterile e freddo rap-
porto indispensabile per sigillare la morte come
omicidio di ignoti, per ragioni ignote! Gigi se il
diavolo di quel giorno è ignoto, la morte di Hana,
di mia mamma, è chiara come la luce: morta per i
suoi lunghi capelli, morta per non essere velata a
Mosul, morta perché cristiana!”.
Il fumo del narghilè mi tiene sveglio. Attorno a
me c’è il buio e, mentre scrivo, vedo la gente fuma-
re narghilè e provo paura! Sono un coglione che si
impressiona troppo. Solo il ricordo di questo fatto
terribile mi spacca la testa, mi provoca paura. Do-
mani torno a Mosul. Mi fermo. Respiro forte, una
due tre volte, aspiro forte il fumo del narghilè e…
continuo il mio scrivere psichiatrico. Non scrivo
con le dita ma con la pancia, con l’istinto. Non
c’è niente di misurato o curato in questo cazzo di
scritto. Sono eccitato, sono spaventato… Vorrei
correre da Diana e abbracciarla ora di nuovo e mi
rimprovero di non averla abbracciata troppo, in
modo smodato. Non lo posso fare. Tocco la meda-
glietta e la collanina che mi ha dato, giuro che non
la toglierò facilmente e… come drogato, continuo
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