Page 62 - Diana
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come questo?’. Lei avverte tutta la mia mancanza
         di fede, la mia solitudine interiore, il mio disagio
         psichico e mi dà una carezza. Cavolo! Questa me-
         ravigliosa carezza è la carezza più bella, più dolce,
         più inebriante di tutta la mia vita. Giuro: mai pro-
         vato una consolazione così potente!
            Lei, Diana, mi dice:
            “Padre, sei spaventato? Non capisci? Provi
         nausea? Ma se provi questo schifo allora Dio esi-
         ste! La tua nausea vuol dire che qualcuno ha mes-
         so in te qualcosa che ti supera e che ti fa sentire
         questo schifo”.
            Io, don Gigi, mi dico: ‘Chi cazzo è questa? Un
         prete a diciotto anni, dai capelli lunghi, che mi fa
         una predica?’. Porca miseria! Questo piccolo gi-
         gante di Diana crea in me un’altra emozione che
         è di profonda umiliazione: lei che ha vissuto la
         merda ha dietro di sé una fede da spaccare le
         montagne e io un pirla, un viziato prete italiano,
         sono zeroooo! Le prendo le mani, delicate e curate,
         con le unghie smaltate di azzurro. Guardo le sue
         palme, me le porto alle mie guance che sono piene
         di lacrime e le uso per asciugarmele.
            La suora traduce. Non capisco se è in simbiosi
         con me o con Diana o meglio, con tutte due. Degli

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