Page 59 - Diana
P. 59

a scrivere. Ho vicino i fogli appuntati a mano du-
         rante l’incontro ma non leggo. Poca luce. Avvicino
         i fogli alla luce dell’IPad ma non ce n’è bisogno.
         Conosco a memoria il seguito della storia.


            Nella stanza, la mia Diana mi chiede se sono
         stanco. Rispondo che il suo racconto mi ha dato
         la forza di una belva:
            “Diana, racconta! Ogni tuo respiro, ogni tua
         parola è per me preziosissima”.
            Lei continua a raccontare il mostro:
            “Bene, Gigi. Mio padre, uomo solo con tre figli
         piccoli, non può andare da nessuna parte a Mosul.
         Così, un po’costretto e forzato, mio padre si sposa
         con una donna più vecchia di lui, nata nel 1967. Si
         chiama Sama e da lei nasce un bambino di nome
         Stephen. Sama non ci vuole bene, ci maltratta e io,
         la più grande, divento la sua piccola schiava: devo
         accudire ai miei fratelli, pulire casa. Lei mi picchia
         per nulla, ci picchia, ci fa male. Non mi dà mai una
         carezza e io, ogni giorno, piango la mia mamma.
         Nasce Stephen. Passano quaranta giorni e prepa-
         riamo il battesimo. Ascolta il casino… Il giorno del
         battesimo del mio fratellastro mio padre, la mattina,
         si reca al lavoro. Il battesimo sarebbe stato celebrato

                                                        57
   54   55   56   57   58   59   60   61   62   63   64