Page 53 - Diana
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roga con il silenzio e sembra dirmi: ‘Perché vuoi
         sapere, perché vuoi conoscere l’inferno?’. Suor
         Carolina, in arabo, la esorta. Lei accenna a un ti-
         mido sorriso e, con una voce leggera ma decisa:
            “Ok Gigi, ci sto! Facciamo questa cosa… Forse
         può essere utile”.
            Cala il silenzio e la giovane inizia a raccontare.
         Puntualmente la mia suor Carolina, fedelmente e
         talvolta con le lacrime agli occhi, inizia a tradurre.
            “Mio padre si chiamava Sami e la mia mamma
         Hana. Mio padre, quando è morto, aveva 37 anni
         e mia madre solo 27. Era il 17 novembre 2007, pa-
         dre, io avevo 6 anni, mia sorella Dalya solo 3 e mio
         fratellino Yousef non aveva ancora un anno. Mio
         padre era muratore a Mosul.
            È una bella giornata di sole e, con mamma e
         papà, siamo andati al mercato di Mosul. Con me
         ci sono anche Dalya e mia zia Hatu. Al mercato ci
         siamo divisi. Mio padre va in una zona del merca-
         to per alcuni acquisti e noi dalla parte opposta:
         mia mamma Hana, mia zia Hatu, io e Dalya. Mi
         ricordo bene quella mattina. Mamma sta cercando
         una t-shirt. Naturalmente noi cristiane abbiamo i
         nostri capelli lunghi non velati come l’Islam a Mo-
         sul vuole per tutte le donne! Mentre entriamo nel

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