Page 57 - Diana
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piccola diciottenne beve acqua, un sorso ghiac-
         ciato, e io finisco il suo bicchiere. Ci sediamo e
         lei continua. La ragazzina è diventata un gigante.
         Con freddezza surreale continua il suo racconto,
         secondo dopo secondo:
            “Gigi, dopo questi minuti, ma per me anni, di
         attesa mio padre arriva. Ha percorso follemente
         il mercato, incurante dei banconi di mercanzia: li
         rovescia, li calpesta, corre come una furia. Gli av-
         ventori, dietro a lui, protestano. Papà si schianta
         sul cadavere di mamma. Alza la coperta. Il sangue
         esce caldo. Io sono sporca di quel sangue. Lui si
         imbratta tutto, pensa che sia viva, non vuole cre-
         dere che sia morta. Lei è calda. Lui si sporca la fac-
         cia di sangue! Io lo guardo nel ghiaccio del tempo
         che passa e che mi distrugge dentro. Passano lun-
         ghi secondi prima che mi stritoli in un abbraccio di
         disperazione in cui sangue di mia madre e le sue
         lacrime si mischiano. Mi porta via… Di quel giorno
         non ricordo più nulla. Tutto si spegne e tutto di-
         venta buio. Gigi ho un buio pesante dentro e fuori,
         sono cieca, non riesco a pensare, piango, grido:
         ‘mamma, mamma, mamma!’. Dove è l’omicida? Mi
         chiedono stupidamente di descrivere il diavolo. Lo
         faccio come lo faccio oggi con estrema precisio-

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